Chi siamo

Hemingway Srl viene fondata nel 1999 da Bruno Di Bernardo, una laurea in Semiotica presso l’Università di Bologna, con tesi discussa col prof. Umberto Eco.

Dopo avere avviato nel 1982 l’attività professionale di giornalista, con un’esperienza di cinque anni presso il quotidiano Repubblica ed altre esperienze con emittenti televisive locali e poi per 5 anni in RAI, partecipando alla realizzazione di una quindicina di programmi di grande ascolto, Bruno Di Bernardo decide di creare nel 1999 una società che offre servizi editoriali multimediali: su carta stampata, in digitale e radiotelevisivi.

Nei suoi primi 20 anni di esistenza, Hemingway ha editato per conto di terzi riviste e notiziari di ogni tipo, lavorando con un proprio staff di giornalisti e di grafici, sia interni che in outsourcing. Oltre a ciò, ha progettato e messo in onda decine di programmi televisivi per conto dall’AUSL di Bologna, di CUP 2000, di Ospedali cittadini e di Federfarma, specializzandosi nell’informazione in campo sanitario e farmaceutico.

Partecipando a gare, presentando sempre progetti editoriali originali, Hemingway ha realizzato prodotti editoriali, spesso su supporti multimediali, per la Regione Emilia-Romagna, per la Provincia di Bologna, per il Comune di Bologna, per ACER Bologna, per un Consorzio leader nazionale di aziende del settore automotive dei carburanti ecologici e per Associazioni della Proprietà edilizia.

Nel 2009, anche a seguito della dura crisi che a partire dal 2008 ha fortemente ridotto i budget di aziende private ed Enti pubblici, Hemingway ha cambiato pelle. Anziché editare prodotti per altri, ha cominciato a dare vita a prodotti editoriali propri.

Dopo un’indagine di mercato, sono state individuate alcune nicchie interessanti nel settore dell’informazione locale metropolitana.

Il primo notiziario locale progettato e diretto da Bruno Di Bernardo per Hemingway è stato Un’Idea d’Appennino, un mensile di politica ed economia a diffusione gratuita, di ambito sovracomunale, progettato e messo a punto nel 2009 e pubblicato a partire dal 2010. Fin dai primi numeri il notiziario è riuscito ad autosostenersi grazie agli inserzionisti presenti sul territorio, offrendo informazione gratuita di qualità ad un ambito di diffusione iniziale di 60.000 abitanti, costituito da una decina di Comuni della montagna bolognese.

Nel 2012 è stato progettato e avviato il notiziario gemello Valli Savena e Idice, sempre a diffusione gratuita, rivolto ad un territorio di 75.000 abitanti che, da Monghidoro e Loiano, arrivava a comprendere Pianoro, Monterenzio, San Lazzaro di Savena e Ozzano dell’Emilia.

Nel frattempo l’organizzazione e la compagine di redazione sono cresciute di pari passo, adeguando le risorse, sia umane che finanziarie. Nell’estate del 2014 è stato progettato, sul modello dei primi due, un terzo notiziario, Valli Lavino e Samoggia, per coprire la parte restante della provincia sud-ovest di Bologna, fino alla via Emilia: Sasso Marconi e Casalecchio di Reno, che assieme agli altri tre Comuni costituiscono l’Unione Valli Reno Lavino e Samoggia, che conta circa 120.000 residenti.

Ma già nell’ottobre 2015 Valli Lavino e Samoggia è stato incorporato all’interno di Un’Idea di Appennino, e nel 2016 lo stesso è stato fatto con Valli Savena Idice. Un’Idea di Appennino è oggi un tabloid di 32 pagine a colori che copre, con notizie e approfondimenti, un territorio di oltre 20 comuni che assieme contano circa 250.000 abitanti.

Oggi il team di lavoro è sempre diretto da Bruno Di Bernardo,  Direttore responsabile  delle testate di proprietà di Hemingway Sas, che utilizza il marchio di Hemingway Editore.

Tra i collaboratori fissi delle testate ci sono i giornalisti Filippo Batisti, Sarah Buono, Roberta Cristofori, Federico Del Prete e Giancarlo Fabbri. Ad essi si aggiungono collaboratori occasionali, opinionisti, economisti, scrittori ed esperti sulle tematiche del territorio.

Il responsabile commerciale è Piergiorgio Bonafè , che per conto dell’Editore cura la raccolta pubblicitaria e tutti i rapporti con gli inserzionisti. L’ufficio grafico in outsourcing è affidato a Silvia Moscati, che cura l’editing delle inserzioni pubblicitarie.

La fiducia accordata dai lettori e dagli inserzionisti sparsi in tutto il territorio della montagna bolognese ha dato fino ad oggi a Hemingway Editore la forza di andare avanti con soli mezzi propri, cioè senza fruire di alcun tipo di sostegno per l’editoria o altro tipo di contributo, e di attestarsi saldamente sul mercato dell’informazione locale.

La testata continua ad essere distribuita come free press, viene stampata in rotativa su carta da quotidiano e si sorregge con la sola raccolta pubblicitaria.

La visibilità offerta agli oltre 700 inserzionisti serviti tra il 2010 ed oggi, tra i quali si contano moltissime piccole e medie attività e imprese del territorio bolognese, dagli esercizi commerciali di vicinato fino alle banche territoriali, è la dimostrazione che informazione e pubblicità commerciale possono viaggiare assieme, nel rispetto delle reciproche prerogative ed esigenze di autonomia e deontologia.

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